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META, ACCORDO FINO A 18 MILIARDI DI DOLLARI NEGLI USA

Meta Platforms ha raggiunto negli Stati Uniti una serie di accordi per un valore complessivo fino a circa 18 miliardi di dollari, chiudendo gran parte del contenzioso avviato dagli Stati americani sui presunti danni provocati da Facebook e Instagram ai minori. Lo riferisce Reuters.

Le accuse riguardavano, tra l’altro, la progettazione delle piattaforme in modo da favorire un utilizzo compulsivo da parte di bambini e adolescenti, informazioni ritenute fuorvianti sulla loro sicurezza e la raccolta di dati personali di minori senza adeguato consenso dei genitori. Meta ha accettato l’accordo senza ammettere illeciti.

L’intesa prevede oltre 18 miliardi di dollari destinati a 48 Stati americani e altri territori, oltre a 459 milioni per chiudere controversie sulla privacy collegate anche al caso Cambridge Analytica. L’accordo dovrà essere approvato dal giudice federale che stava seguendo il processo in California.

Meta si è inoltre impegnata a introdurre nuove limitazioni per gli utenti adolescenti: limite predefinito di due ore al giorno su Facebook e Instagram, blocco dell’utilizzo tra mezzanotte e le 6 del mattino salvo consenso dei genitori, restrizioni alle notifiche durante l’orario scolastico e sistemi più stringenti per la verifica dell’età.

L’accordo mette fine a uno dei processi più rilevanti avviati negli Stati Uniti sul rapporto tra social network e minori, ma Meta continua a fronteggiare migliaia di altre cause promosse da privati, scuole ed enti locali.

Meta pagherà 18 miliardi di dollari per non fallire: l’accordo che (forse) cambierà i social

Il maxi-accordo chiude il contenzioso con 47 Stati Usa e prevede lo stravolgimento di Instagram e Facebook per tutelare la salute mentale dei giovani. Ecco come cambieranno (negli Stati Uniti)

 In una decisione senza precedenti che potrebbe ridefinire per sempre il panorama dei social media, Meta ha raggiunto un maxi-accordo transattivo con 47 Stati americani (e il Distretto di Columbia) per non fallire. L’azienda guidata da Mark Zuckerberg ha accettato di pagare fino a 18 miliardi di dollari di sanzioni e di stravolgere il funzionamento di piattaforme come Instagram e Facebook per tutelare la salute mentale dei più giovani. La richiesta era di circa 1.400 miliardi di dollari, ovvero il valore complessivo delle azioni di Meta in borsa.

Una capitolazione storia chiude in fretta e furia un importante processo federale in California e segna un duro colpo al tradizionale modello di business dei social media, da sempre basato sulla massimizzazione del tempo trascorso dagli utenti online per generare profitti pubblicitari.

L’accordo non si limita all’aspetto economico, ma impone a Meta modifiche strutturali radicali per tutti gli utenti statunitensi. Tra le principali novità per arginare la dipendenza digitale arrivano lo stop allo scrolling infinito: I feed non si caricheranno più automaticamente per trattenere l’utente incollato allo schermo; Limiti di tempo rigorosi con l’imposizione di un tetto massimo di due ore al giorno per l’utilizzo delle applicazioni; Un coprifuoco digitale con l’accesso bloccato tra mezzanotte e le 6 del mattino e lo stop assoluto alle notifiche dalle 22 alle 7 per tutelare la qualità del sonno; e infine l’addio ai filtri e ai “Mi piace”: spesso associati a problemi di autostima tra i giovanissimi..

L’esborso iniziale di Meta sarà di circa 12 miliardi di dollari, ma la cifra salirà ai previsti 18 miliardi se anche colossi come Snap, TikTok e YouTube accetteranno di sottostare a sanzioni e modifiche simili. Secondo gli esperti, la mossa di Meta riconosce una reale vulnerabilità nei tribunali e anticipa un’ondata di regolamentazioni.

ATTENDIAMO QUALCHE AVILUPPO ANCHE IN EUROPA. O FARANNO GLI STRUZZI? IL TEMPO C’è LO DIRA.!

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