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IL FANTA-POLITICO: CALENDA E IL REAME DEL 3% ​

​Ci sono leader politici che guardano i sondaggi e cercano di capire il Paese, e poi c’è Carlo Calenda, che preferisce direttamente riscrivere la matematica, la legge elettorale e la realtà. ​Nelle sue ultime esternazioni abbiamo assistito a un capolavoro di geopolitica da salotto: ​Azione andrà da sola. ​Alle urne uscirà un matematico “pareggio”. ​Lui nominerà Gentiloni Premier.

E, soprattutto, il suo “mini-polo” al 3% diventerà l’ago della bilancia dell’universo. ​Un film di fantascienza meraviglioso, dove chi fatica a superare la soglia di sbarramento si immagina già a fare le carte ai governi, distribuire incarichi a Palazzo Chigi e spiegare a tutti gli altri come si sta al mondo. ​Tre piccoli dettagli che il nostro stratega sembra dimenticare: La realtà dei numeri: Prima di decidere chi far sedere a Palazzo Chigi o di dettare le condizioni a destra e sinistra, bisognerebbe prima arrivarci in Parlamento con numeri solidi. La politica non è Fantacalcio, dove ti assegni i punti da solo. ​L’incubo Giuseppe Conte: L’ossessione vera resta sempre la stessa: evitare in ogni modo che la guida del campo progressista vada a chi i voti e il consenso li ha dimostrati sul campo, come Giuseppe Conte e il M5S.

La strategia del “Solitario”: Rompere con tutti, attaccare tutti e poi meravigliarsi di rimanere isolati. Una tattica brillantissima che finora ha portato un solo grande risultato: garantire la rendita alla destra. ​I cittadini cercano risposte sui salari, sulla sanità e sul caro vita, ma dal reame del centro “illuminato” arrivano solo i soliti schemi di palazzo e il solito egocentrismo. ​Sognare non costa nulla, ma alle urne, prima o poi, ci si sveglia sempre.
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