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CARO (EX) GENERALE

A me caro Vannacci hai rotto un po’ il cazzo. Uso una terminologia bassa degna dei tuoi discepoli, col mito dell’uomo forte che è tipico degli uomini deboli nella corsa littoria senza mezze misure.

A me caro Vannacci stai sulle palle quando usi parole come “rastrellare” che evocano il mito nazifascista, ma con questo non voglio cadere nella guerra ideologica che farebbe il tuo gioco, andrebbe detto pure ai sinistri coglioni per mestiere.

Tu caro Vannacci sei il fenomeno del momento pompato da chi li crea secondo bisogna, pure Giorgia appartiene a questa “razza” che uso non a caso e che magari ti suscita un fremito di eccitazione.

So che sei stato nella mia terra che sono le Marche in un luogo preposto alla movida dove puoi fare proprio di tutto, nella città governata dal sindaco tuo rappresentante dove ogni settimana si azzannano ubriachi, cazzo è questa la tua sicurezza ? Di certo è l’espediente con cui tieni in cordella la Premieruccia, ma illordi ogni luogo che tende a rappresentarti. A Civitanova terra di “maro” e di scarpari, hai l’ambiente ideale del degrado culturale che naturalmente non vale per tutti. Le mosse a effetto che mobilitano le forze dell’ordine che ringrazio sinceramente, non cambiano la situazione, al massimo fanno immagine. Ma ripeto che non voglio farne una questione ideologica, le ideologie muoiono nel momento in cui nascono assieme a chi le professa nel ruolo di eterni reduci.

Caro Vannacci, assomigli a un bluff raccontato “bene” finché dura, stai nell’Europa che non riconosci ma usufruisci dei suoi benefici, con la legittimità di un voto sempre sovrano nel rispetto della Democrazia che io, però, continuo a vivere e a scrivere in maiuscolo.

Da un uomo tutto di un pezzo quale dici di essere, mi aspetterei altro, alla fine sei come quei sinistri che citavo sopra. Magari farai il Premier negli intrecci “pienipoteristici” della Giorgia, ma ti impedirà di essere veramente un uomo perchè dalle tue parti gli attributi si millantano, poi la realtà che è sempre sorprendente come la verità, che per qualcuno è ancora rivoluzionaria.

Molto meglio occuparsi, allora, del Paese con i suoi problemi quotidiani, anziché manipolarne azioni, reazioni e percezioni. Non siamo soldatini in parata, ma persone che forse chiedono la serietà che magari ti sfugge ma che descrivi petto in fuori ritraendo quello che ti manca.

Intanto saluti, scusami se non mi metto sugli attenti perché non ci riesco. Appartengo alla categoria disabile che concepisci come un peso da classe differenziata, poi la ruota gira.

Mandandoti cordialmente a fare in culo insieme a quelli come te, baci

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