Chi vuole riscrivere le sentenze a proprio comodo non ci riuscirà. Mancano ancora dei colpevoli é vero e prima o poi si sapranno i nomi, ma intanto la matrice neofascista è stata accertata e alcuni dei colpevoli pure.

La strage di Bologna non è un mistero da decifrare, è una vergogna da ricordare. Non è un enigma da riscrivere ogni anno, ma un fatto storico, giudiziario e politico inciso nella carne viva di questo Paese: 85 morti e oltre 200 feriti, dilaniati il 2 agosto 1980 da una bomba fascista.
I colpevoli non sono solo quelli che l’hanno costruita, portata, fatta esplodere. Non sono solo Fioravanti e Mambro, condannati in via definitiva. Non sono solo quelli che hanno partecipato alla logistica o dato copertura. I colpevoli sono anche tutti quelli che oggi, a distanza di 45 anni, insinuano il dubbio, intorbidiscono la memoria, sminuiscono i processi, parlano di verità alternative, “zone grigie”, “piste internazionali”. I colpevoli sono quelli che vorrebbero riscrivere tutto per riabilitare il fascismo. Quelli che parlano di “terrorismo senza colore”, che mettono sullo stesso piano chi combatteva lo Stato e chi lo infiltrava per distruggerlo dall’interno.
La matrice è fascista. Lo dice la storia, lo dicono le sentenze. E se un governo non ha il coraggio di dirlo con chiarezza, se balbetta formule imbarazzate, se evita la parola “neofascismo”, allora non è solo vigliacco. È complice. È parte di quella lunga catena di omertà e revisionismo che cerca di trasformare l’Italia in un Paese senza memoria, senza giustizia, senza verità.
E allora diciamolo noi, ogni anno, ogni volta che serve. Gli assassini non sono solo quelli che premettero il timer. Sono anche quelli che proteggono la loro eredità, che ne parlano con indulgenza, che li considerano “ragazzi” traviati. Sono quelli che oggi stanno in Parlamento, che governano, che parlano di patria e libertà con la bocca piena di menzogne e il cuore nero.
Non si può commemorare Bologna e al tempo stesso attaccare l’ANPI. Non si può piangere le vittime e insultare chi difende la Costituzione. Non si può onorare la memoria se si continua a coprire chi ha interesse a deformarla.
La bomba alla stazione di Bologna non ha mai smesso di esplodere. Ogni volta che si nega, ogni volta che si insinua, ogni volta che si rimuove la matrice fascista, quella bomba torna a colpire. Ma non ci farete dimenticare. Non oggi. Non mai.