
BASTA CON I SOLITI COMMENTI DA DISINFORMATI….LA MEMORIA, VA ATTIVATA, OGNI TANTO!…DICIAMO LE COSE COME STANNO:
I soliti scienziati che apprendono dai soliti slogan di piazza o dalle fakes sui social, sono tutti convinti che l’ articolo 18 sia stato soppresso con il Jobs Act, voluto da Renzi.
Se consultassero la legislazione, saprebbero che l’ art. 18 è stato soppresso con la legge 92/2012( art.1 comma 39 e seguenti).
Capoverso intitolato significativamente,modifiche all’ art 18 legge 300/1970.
In quel periodo, purtroppo per loro, Renzi era Sindaco di Firenze e Bersani, Segretario del PD. Ma la Canea dei falsificatori storici e dei loro ululanti seguaci , non perde certo tempo a studiare… approfondire, ed eventualmente verificare! Per carità!
Se lo avessero fatto e avessero seguito il dibattito a sinistra, avrebbero letto che l’ abolizione dell’ art.18 era propugnata da Massimo D’ Alema che ci fece un saggio su” Italiani d’ Europa”.
Anche Bersani insisteva sul tema, richiamando e stigmatizzando la miopia dei Sindacati che non capivano ,secondo lui, che era solo una parte minoritaria di lavoratori ad essere tutelata, la maggior parte quella degli anziani.
I grandi riformatori del mercato del lavoro di allora, poi pentiti, si ispiravano al modello della Flex Security adottato in Danimarca e, Vannino Chiti, presentò alla bisogna, un DDL.
Cesare Damiano, ne era entusiasta.
Era il modello propugnato in Italia da Pietro Inchino, allora Parlamentare del PD.
Un modello che prevedeva per i lavoratori in ingresso, un sistema universale di tutele crescenti, abolendo il doppio regime fra lavoratori alla grande impresa e quella sotto i 15.
Prevedeva lo sfoltimento e l’ abolizione di quella varietà di rapporti precari che esistevano nel mondo del lavoro,
tra co co co co co pro, lavoratori a Partita IVA, ed un sistema di tutela omogeneo e di accompagnamento al reimpiego sia per le grandi che per le piccole e piccolissime imprese.
Insomma, quello che Renzi ,ha realizzato veramente col Jobs Act nel Dicembre del 2014, che estese il sistema e le coperture a tutela dei diritti.
Tant’è che dal 2015/2017, furono più di 600.000 i lavoratori che passarono da una condizione precaria ad una regolare assunzione contrattuale, secondo il sistema delle tutele crescenti, su di 1 milione di nuovi assunti .
E non a caso, quando si è intervenuti a stroncare situazioni di precarietà, si è utilizzata la legge 183/2014, in particolare l’ art.2( il Jobs Act appunto.)
Come è avvenuto per i Riders, con sentenza che richiama l’ articolo e mette in mora i contratti di settore stipulati per le categorie di lavoratori.
Prima nelle Aule di Giustizia a Torino, poi a Palermo e Milano.
Ma andate a spiegare tutto questo a chi sgorgheggiando , continua a professare che Renzi ha abolito l’ art.18 per i lavoratori in servizio.
Falsità delle più ignobili , visto che le norme del Jobs Act, valevano per i lavoratori assunti dopo il Marzo 2015.
Ovvero che il Jobs Act, abbia esteso il precariato, mentre risulta la norma più utilizzata per abbatterlo. È stato recentemente chiarito anche in TV in un confronto tra Renzi e Landini!Con buona pace di quelli che volevano abbattere il Jobs Act , affidandosi al Decreto dignità di Di Maio.
Quello il cui primo impegno era la stabilizzazione dei Riders per la quale non ha mai fatto nulla!
D’ Alema , voleva sospenderlo ma non ne ha parlato molto finché non ha avuto un’ idea precisa. Un’ altra rispetto ad oggi …
È stato Bersani ad eliminare l’ art.18.IL GOVERNO ERA MONTI!
Sia chiaro una volta per tutte. Ora basta! Studiate, informatevi… Non vomitate sempre contro Renzi a sproposito. È ora di finirla. Questa è la verità.
Buon weekend a tutti voi amici! A domani!
La verità non si deve ignorare!Onore al nostro leader!: Senza mollare ! e in attesa di quel sogno che la vita ci deve !IOSTOCONRENZISEMPREECOMUNQUESENZASEESENZAMA ” Sic stantibus rebus.
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