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Meloni esulta per lo 0,2% del Pil nel secondo trimestre.Che è la metà della media Ue. A giugno schizza il tasso di disoccupazione giovanile. E tra contratti precari in aumento, l’occupazione rimane concentrata tra gli over50.

L’analisi delle stime Istat pubblicate a fine luglio 2026 conferma una marcata discrepanza tra la narrativa ottimistica del governo e i nodi strutturali del mercato del lavoro italiano. Se da un lato l’esecutivo celebra un risultato economico superiore alle previsioni dei principali analisti, dall’altro i dati congiunturali mettono in luce l’aumento della precarietà a breve termine e il progressivo invecchiamento della forza lavoro attiva.


Il Pil del secondo trimestre 2026

I dati sulla crescita economica italiana evidenziano dinamiche contrapposte a seconda del parametro di riferimento utilizzato:

  • La crescita congiunturale (+0,2%): La stima preliminare Istat indica un incremento del prodotto interno lordo dello 0,2% rispetto al primo trimestre dell’anno. La presidente Giorgia Meloni ha rivendicato il dato sui social, sottolineando come l’economia abbia superato le aspettative di rallentamento stimate da diversi istituti di ricerca.
  • Il confronto con l’Unione Europea: L’incremento dello 0,2% si attesta esattamente alla metà della media registrata nell’Eurozona (+0,4%) e risulta inferiore rispetto al dato complessivo dell’Unione Europea (+0,5%). Resta invece marcato il distacco dalla Spagna (+0,8%), mentre l’Italia si colloca in linea con la Germania (+0,2%) e sopra la Francia (+0,1%).
  • La crescita acquisita per il 2026: Grazie alle revisioni e alle performance dei primi sei mesi, la crescita acquisita per l’intero anno sale allo 0,8%, avvicinando l’obiettivo governativo dell’1% fissato nel Documento di economia e finanza.

Mercato del lavoro: disoccupazione e precarietà a giugno 2026

Il report mensile Istat sul lavoro evidenzia l’emergere di forti squilibri generazionali e contrattuali:

Indicatore del Mercato del LavoroDato Giugno 2026Variazione rispetto a Maggio 2026
Tasso di disoccupazione generale5,7%+0,4 punti percentuali
Tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni)18,4%+1,5 punti percentuali
Numero di persone in cerca di lavoro1.458.000+97.000 disoccupati
Tasso di occupazione complessivo62,9%Stabile

Il forte incremento delle persone in cerca di lavoro (+97.000 unità in un solo mese) è parzialmente legato a una riduzione del tasso di inattività (al 33,2%): molti cittadini che prima non cercavano attivamente un impiego sono tornati a cercarlo, venendo così conteggiati nelle liste dei disoccupati. Tuttavia, l’impennata della disoccupazione tra i giovani (15-24 anni) al 18,4% certifica una persistente barriera d’ingresso per le nuove generazioni.

Sul fronte contrattuale, la stabilità dei 24 milioni e 310mila occupati totali è il risultato di un travaso interno: i dati Istat sul lavoro a giugno mostrano un incremento netto dei dipendenti a termine (+2.542.000) che compensa il calo contestuale dei contratti permanenti e dei lavoratori autonomi. [1, 2]


La concentrazione della forza lavoro tra gli over 50

Il mercato occupazionale italiano si conferma fortemente polarizzato a livello demografico, guidato da fattori strutturali precisi:

  • Invecchiamento e riforme pensionistiche: La crescita reale della platea dei lavoratori si concentra in modo quasi esclusivo nella fascia d’età superiore ai 50 anni. Questa tendenza è alimentata dal progressivo invecchiamento della popolazione residente e dal prolungamento della vita lavorativa dovuto all’innalzamento dell’età pensionistica effettiva.
  • La distribuzione del peso occupazionale: Gli oltre 50 anni rappresentano circa il 42,8% del totale degli occupati in Italia. Al contrario, le fasce d’età più giovani continuano a registrare una contrazione dei tassi d’impiego o una forte incidenza di contratti precari, part-time involontari e forme di collaborazione vulnerabili.
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