Ah no ho solo sbagliato anno! Era il 1943…giorno doloroso per una parte di italiani e per tutti gli altri, un barlume di speranza dopo anni bui.
Così iniziò il periodo di lotta civile tra di noi ‘italiani’ che portò tanto dolore e tanti morti da entrambe le parti, tra chi stava per libertà e chi per difendere una dittatura.
Anche ora dopo 83 anni si sta lottando per degli ideali opposti tra loro, che creano solo divisione nel popolo

Incide anche una crisi economica e politica in una parte del mondo in cui viviamo.
Nulla di più errato. Siamo alla pura follia, non si hanno certezze e viviamo nella paura. Paura di un futuro che vediamo sempre meno chiaro, senza speranze di vita migliore, camminando in acque melmose rischiando di affondare, affogando miseramente.
Per ogni parte belligerante e contrapposta si pensa di essere ‘nel giusto’ e non si cerca il modo migliore di raggiungere intese, positive per entrambe le posizioni.
La paura e l’insicurezza, spinge verso posizioni estreme e non sempre giuste.
Quando ritroveremo pace in noi?
Forse mai, perché è la natura umana con la propria ottusità e presunzione che porta a commettere crimini contro i propri simili, calpestando libertà individuali per difendere i propri interessi personali di potere.
Comunque vedendo la situazione odierna, il futuro non ha futuro.
Il medio oriente ormai è una bomba ad orologeria che presto esploderà e tutti i richiami alla ‘responsabilità’ nelle decisioni, stanno cadendo nel vuoto assoluto.
Di riflesso dobbiamo essere consapevoli che le decisioni che prendono e prenderanno, coinvolgono tutti.
Pensiamo di stare tranquilli ma non possiamo esserlo.
Prima o poi saremo tutti obbligati a decidere o schierarsi e non possiamo rimanere neutrali.
Ovviamente la decisione, nel caso dell’Italia, dovrà prenderla un governo che utilizza solo forza, nelle parole e nei fatti, fregandosene di come vive il popolo. In fondo con i loro scudi e con la loro presunzione di intoccabili, credono ed obbediscono a chi è più forte di loro, o magari si credono solo necessari ed importanti per il bene di chi detiene il potere di decidere le sorti del mondo.
È bene ricordare che nei governi, liberi da imposizioni, chi è eletto rappresenta il popolo e prima di prendere una posizione, tra guerra o pace, tenga conto di questo mandato e peccato che non si sottoponga ad un referendum, perché non c’è il tempo materiale per conoscere la volontà, sarebbe una giusta via democratica.
Mentre chi governa da ‘dittatore’ pensa solo a se stesso ed ai suoi fedelissimi e non si occupa di altro, chi decide è chi comanda ed il resto non conta con la decisione da prendere. Il dittatore ed i suoi fedelissimi devono ricordare che prima o poi la fine ci sarà, pagando con tutta la cattiveria accumulata dal popolo. La storia si ripete, tenendo presente che naturalmente ci sono ‘corsi e ricorsi storici’ per stabilizzare l’umanità.
Non ci resta che attendere e sperare, forse, il prossimo 25 luglio, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 4 novembre o il 25 dicembre per sapere se il mondo è migliore e meno pericoloso di prima. Chi vivrà vedrà. Usciamo dalle tenebre in cui ci troviamo ora.
Facciamo fede in due parole mai obsolete: PEACE & LOVE
ed aggiungo personalmente…tanta…Fortuna