Io non gioisco per la morte di nessuno, nemmeno dei due ladri. E non gioisco neppure per il carcere. La vita merita rispetto. Sempre. Le sentenze si rispettano.
Lo Stato ha il dovere di proteggere i cittadini. E quando non ci riesce, non può voltare le spalle alle vittime.
Serve un Fondo nazionale per le vittime dei reati, che garantisca un risarcimento rapido e poi si rivalga sui responsabili.
Questa è la risposta di uno Stato giusto e forte. Non le polemiche.

Si lo so! Il tema sollevato è complesso e tocca una ferita aperta nel dibattito pubblico. Sebbene non si gioisca per la morte o il carcere di nessuno, lo Stato italiano è intervenuto su questa esigenza istituendo il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati intenzionali violenti. Questo strumento permette di ottenere un indennizzo, seppur con requisiti e tempistiche specifiche gestiti dal Ministero dell’Interno.
La normativa si inserisce nel quadro giuridico sulla legittima difesa, che spesso genera forti contrasti politici e sociali sulla proporzionalità della risposta a un’aggressione. Il dibattito rimane acceso proprio nel tentativo di bilanciare la certezza della pena, il rispetto della vita umana e l’assistenza concreta e tempestiva a chi subisce un crimine.
PS:Sapete qual è stata la prima frase di Mario Roggero dopo essersi costituito in carcere a Bollate per scontare la condanna a 14 anni e 9 mesi per omicidio volontario? Un appello. Un appello che assomiglia tanto a un (vergognoso) attacco al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tirato per la giacchetta ancora una volta per ottenere la grazia. “Il presidente Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato la Minetti, penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza: mi aspetto la grazia”. Cosaaaaaa????? “Uno scafista” “La Minetti” “Una mano sulla coscienza”. Ma stiamo veramente scherzando?! Il Capo dello Stato tirato di qua e di là come se fosse il primo che passa. Messo alle strette. Incalzato. Quasi ricattato moralmente, il tutto davanti alle telecamere di tutti i tg italiani. Il messaggio neanche tanto implicito è: se non mi dai la grazia, sei privo di coscienza. Siamo di fronte a un atto di arroganza e tracotanza oltre ogni limite, decenza e senso della misura. Sono sicuro che il Presidente della Repubblica non si farà condizionare né in un senso né nell’altro da simili dichiarazioni. Ma, se dovesse farlo, una richiesta di grazia così sgangherata, aggressiva e persino offensiva sarebbe semplicemente irricevibile. Giù le mani dal Presidente della Repubblica Mattarella! Tutti! Subito!
