Caritas: record povertà Italia, “l’impiego non basta”
Nel 2025 assistite 282.539 persone (+1,7%), il dato più alto. Una su tre ha un lavoro ma con salari troppo bassi. Il 52% sono famiglie con minori; anziani soli +191% in 10 anni.
Povertà strutturale e cronica (28,7%). Crescono bisogni abitativi e sanitari. Serve paga minima e prevenzione. «Non lasciamo sole le persone».

In Italia, la povertà non è più un’emergenza temporanea ma una “normalità strutturale”. Il Rapporto Statistico 2026 di Caritas Italiana evidenzia il record storico di 282.539 persone assistite. L’aumento del disagio colpisce soprattutto anziani soli, famiglie con minori e lavoratori poveri (working poor), che pur avendo un impiego non riescono ad arrivare a fine mese con salari troppo bassi. [1, 2, 3, 4, 5]
Dati Chiave del Report Statistico
- Assistiti totali: 282.539 persone, con una crescita del +1,7% rispetto all’anno precedente.
- Il lavoro non basta: una persona su tre tra quelle che chiedono aiuto ha un’occupazione.
- Anziani soli: aumento del +191% in dieci anni.
- Composizione: il 52% degli assistiti è formato da famiglie con minori.
- Povertà cronica: il 28,7% delle persone vive in una condizione di bisogno strutturale e prolungato nel tempo. [1, 2]
Le Tendenze Principali
- Il peso del caro vita: l’aumento dei costi ha azzerato il potere d’acquisto di molti stipendi. Avere un impiego oggi non protegge automaticamente dallo stato di indigenza. [1, 2]
- L’emergenza abitativa e sanitaria: la rete Caritas registra un incremento dei bisogni legati alla casa (affitti alti, sfratti) e alle cure mediche (+69,4%). [1]
- Il divario territoriale: l’incremento più alto si osserva nel Nord Italia (+61,8% negli ultimi 10 anni), dove i centri d’ascolto intercettano numeri in forte crescita. [1]
Le Richieste di Intervento
Istituzioni e operatori sociali indicano la necessità di adottare urgenti contromisure:
- Salario minimo: per garantire una retribuzione equa a chi lavora ma resta sotto la soglia di povertà.
- Politiche abitative: per contrastare la grave deprivazione e il rischio di perdere l’alloggio.
- Prevenzione e inclusione: per non limitarsi a gestire l’emergenza, ma offrire supporto a lungo termine alle persone fragili. [, 2]
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