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SCUOLA DI POLITICA PER TIFOSI: LA DIFFERENZA FRA ASSENTEISMO E DOVERI DI LEADERSHIP

​Vedo che sotto al post precedente qualcuno ha provato a fare il “colpo di genio” pubblicando l’infografica che mostrando le assenze di Conte (82,2%) o della Schlein (79,4%) per dire: “Eh, ma allora vedi che lo fanno tutti?”

Siamo alle solite: o si è totalmente ignoranti su come funziona lo Stato, o si è in malafede per difendere la propria parrocchia. Spieghiamo bene la differenza a chi non ci arriva. ​

  1. Il dovere istituzionale di un Leader Nazionale ​Giuseppe Conte ed Elly Schlein non sono semplici deputati di prima nomina infilati in un angolo dell’aula a spingere un bottone. Sono i Segretari Nazionali e i leader politici delle due principali forze di opposizione del Paese.

Il loro lavoro non si esaurisce dentro l’aula della Camera a votare i singoli emendamenti tecnici notturni. ​Il loro dovere politico e istituzionale è girare l’Italia, fare tavoli di coalizione, firmare referendum, fare conferenze stampa, incontrare i sindacati, le imprese e i cittadini sul territorio, oltre a gestire la linea politica dei loro gruppi parlamentari. Se un leader di partito stesse il 100% del tempo seduto sullo scranno a Roma, non farebbe il leader.

Le loro “assenze” alle votazioni elettroniche sono quasi sempre missioni politiche documentate e legate al loro ruolo di rappresentanza nazionale. ​ 2. L’assenteismo ingiustificato dei “Fantasmi” ​La differenza con chi invece detiene il 94,5% di assenze senza essere segretario di nessun partito, senza fare comizi, senza girare il Paese e senza presentare proposte di legge è abissale.

In quel caso parliamo di deputati semplici il cui unico, fondamentale compito istituzionale sarebbe proprio quello di stare in aula, partecipare alle commissioni e lavorare sui testi. Se non fai il leader nazionale e non vai nemmeno in Parlamento, allora stai semplicemente percependo uno stipendio pubblico per restare a casa. Punto. ​Guardiamo tutti i dati, non solo quelli che vi piacciono

Se guardate bene noterete che ci sono leader di ogni colore politico (da Calenda a Renzi, da Fratoianni a Bonelli). Tutti hanno percentuali di assenza fisiologicamente legate ai loro impegni di segreteria e di leadership. Ma nessuno di loro sparisce dai radar della vita pubblica o istituzionale del Paese. ​Smettetela di usare i dati come clave da tifosi per coprire i privilegi indifendibili.

Un conto è chi gira l’Italia per fare politica nazionale, un conto è chi usa lo scranno parlamentare come un vitalizio privato senza muovere un dito. ​La differenza è chiara. Per chi vuole capire, ovviamente. Per i tifosi, continuate pure a mischiare le carte.

PS: Secondo la Costituzione italiana (art. 67), ogni deputato/senatore rappresenta la Nazione e svolge funzioni legislative, di controllo sul Governo e di indirizzo politico in Parlamento. Non è un “semplice deputato di base” vs “leader nazionale”: chi viene eletto in Parlamento ha il dovere primario di parteciparvi.
Se il ruolo di leader è incompatibile con la presenza in aula, la soluzione onesta è non candidarsi in Parlamento o dimettersi da deputato (come hanno fatto alcuni in passato).
Le missioni e i congedi esistono proprio per giustificare assenze motivate (commissioni, incarichi istituzionali). Quando le assenze sono alte senza missioni, il problema è reale.

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