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Bettini colpisce ancora: nasce il cartello dei centristi contro Renzi. I voti? Quelli si vedranno

I fratelli che uccidono i fratelli, quando la finirete? Tanti piccoli ‘centrini’, non riescono a coprire il tavolo.
L:unica a trarre vantaggio sarà la Meloni e condannerete all’oblio tutto il Paese.
Alla fine Vannacci andrà con loro e voi ancora ad applicare esclusioni ridimensionamenti ma non sapete occuparvi dei problemi della gente che, sono tanti.
Bettini, ma perché non pensi che sei un problema tu?
Idioti fate la caccia all’uomo
sbagliato invece di occuparvi di battere la becera Meloni …..complimenti riconsegnare di nuovo x l ‘ennesima volta alla destra ,stesso errore che avete fatto con Letta….pagliacci siete solo dei pagliacci ,,viva Renzi viva IV. non hanno ne cervello ne intelligenza solo odio e gelosia tutto questo li porterà alla sconfitta….
come ho gia scritto ! serve la rivoluzione della matita! alle elezzioni tutti a votare RENZI CASA RIFORMISTA. DICO TUTTI GLI ELETTORI CON UN PO DI TESTA DEVONO VOTARE RENZI CASA RIFOTMISTA. PER IL NOSTRO FUTURO SERENO. SI DEVE MANDARE A CASA QUESTA NON POLITICA! MEGLIO UNA TORRE DI BABELE PER INTERESSI PROPRI SIA DI SINISTRA CHE DI DESTRA. PER QUESTO SERVE RENZI CON CASA RIFORMISTA. PER USCIRE DA QUESTO BORDELLO. E SALVARE SIA L’ITALIA IL SUO POPOLO E PURE L’EUROPA. MI AUGURO CHE MI ASCOLTIATE. CIAO

Dietro il coordinamento di Onorato riaffiora la regia del grande tessitore della sinistra. Il problema, però, restano i voti

Nonostante gli appelli di Elly Schlein al celebre “parlatevi tra voi“, il cantiere del centro riformista del centrosinistra continua a produrre soprattutto tavoli, coordinamenti e sigle, mentre i voti restano un’incognita. L’ultima trovata porta la firma dell’assessore romano Alessandro Onorato, che ha annunciato la nascita di un “coordinamento dei centristi” insieme a Riccardo MagiEnzo Maraio ed Ernesto Maria Ruffini. Ufficialmente per unire le forze. Ufficiosamente, per provare a isolare Matteo Renzi e la sua Casa Riformista.

È difficile leggere diversamente un’operazione che nasce con un obiettivo politico fin troppo evidente: costruire un contenitore alternativo a quello di Italia Viva all’interno del campo largo. Dietro le quinte, del resto, la regia sarebbe sempre la stessa. Il grande burattinaio della sinistra romana, Goffredo Bettini, che da anni lavora per ridimensionare il peso di Renzi e impedirgli di tornare protagonista nel centrosinistra. Cambiano gli interpreti, il copione resta identico.

Il problema è che, oltre alle buone intenzioni e a un discreto sostegno mediatico, il nuovo coordinamento dispone di ben poche certezze. Magi guida un partito che rischia persino di dover affrontare una complicata raccolta firme per presentarsi alle elezioni. Maraio rappresenta un Partito Socialista che da tempo vive ai margini della politica nazionale. Ruffini porta in dote i suoi comitati civici Più Uno, tutti ancora da misurare sul terreno del consenso. Onorato, infine, è certamente un amministratore dinamico, ma nessuno ha ancora spiegato perché dovrebbe trasformarsi nel federatore nazionale del riformismo italiano.

La domanda, inevitabile, è una sola: dove sono i voti? Perché una lista, oltre ai comunicati stampa e ai convegni, deve raccogliere consenso, organizzazione territoriale e, se necessario, perfino le firme per presentarsi alle elezioni. Tutti elementi che oggi appaiono più teorici che reali.

Anche il progetto politico rimane sfumato. Si parla genericamente di centro, riformismo, europeismo e civismo, ma senza indicare quale sia la vera linea distintiva rispetto a quella che già propone Casa Riformista. La sensazione è quella di assistere all’ennesima operazione di ingegneria politica costruita più contro qualcuno che per qualcosa. E quel qualcuno ha un nome e un cognome: Matteo Renzi.

L’ex presidente del Consiglio, infatti, continua a rappresentare l’ostacolo principale per chi vorrebbe un centro perfettamente allineato agli equilibri del campo largo. Da qui il tentativo di costruire un soggetto alternativo che possa drenare amministratori, dirigenti e pezzi di classe dirigente riformista senza passare da Italia Viva.

Non è un caso che il network di Casa Riformista abbia già deciso di percorrere una strada diversa. Alla Leopolda di ottobre sarà presentato un nuovo simbolo con cui Renzi intende correre alle prossime elezioni, senza sciogliersi in alcun cartello elettorale nato nelle retrovie del Partito Democratico.

L’operazione Onorato gode certamente di sponsor importanti. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi la osserva con interesse e ne incoraggia lo sviluppo. Nei retroscena circolano anche i nomi di Franco Gabrielli, del sindaco di Milano Giuseppe Sala e dell’ex ministro Vincenzo Spadafora, mentre Silvia Salis ha già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di lasciare Genova per cimentarsi in avventure nazionali.

Resta però il sospetto che questo nuovo coordinamento sia soprattutto una manovra diversiva. Più che costruire una casa comune per i riformisti, rischia di aggiungere un altro appartamento abusivo al già affollatissimo condominio del centro politico italiano. Una galassia dove proliferano sigle, associazioni, manifesti e tavoli permanenti, ma dove i consensi elettorali continuano a essere sorprendentemente scarsi.

Per questo il coordinamento di Onorato appare, almeno oggi, meno come il seme di una nuova forza politica e più come l’ennesimo tentativo di consumare una vecchia resa dei conti. Non tanto per costruire il centro, quanto per impedire che a guidarlo possa essere ancora l’ingombrante “malefico” fiorentino.

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