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UN COLPO DI STATO? QUANDO ACAPPA SCAPPA.

La nuova legge elettorale, nelle intenzioni del destra-centro è quella di ottenere una maggioranza che gli permetta innanzitutto di eleggere un presidente della Repubblica di loro gradimento e poi riprovare di cambiare la costituzione. Si può dire un colpe di stato mascherato, ma come si sa le non tutte le ciambelle risultano con il buco .

Il dibattito sulla proposta di legge elettorale sostenuta dalla maggioranza di centrodestra è molto acceso. Numerosi costituzionalisti e le opposizioni criticano aspramente il provvedimento, che prevede un sistema proporzionale con un forte premio di maggioranza al raggiungimento del 42% dei voti, liste bloccate senza preferenze e l’indicazione del candidato premier sulla scheda.

La discussione in Parlamento verte proprio sulla legittimità e sui potenziali squilibri istituzionali di questo impianto normativo. Mentre c’è chi teme che la riforma possa alterare eccessivamente gli equilibri democratici a favore dell’esecutivo, altri sottolineano come i sistemi elettorali a forte premio possano incorrere in profili di incostituzionalità. Sulla questione, diverse posizioni evidenziano i rischi di una deriva plebiscitaria rispetto al ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica e del Parlamento.

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