
Mi sembra di capire che non viviamo in una democrazia. ( detto molto soft) QUESTO ! Il.potere della poltrona si bada bene a raccontare solo le cose belle propagandistiche e non si.dicono le cose comode. Ultimo paese europeo per la libertà di stampa, quarantanovesimo al mondo: questa è l’Italia oggi. Ovvio che poi succedano queste cose! un motivo ci sarà perche “L’Italia si trova al 49° posto nella classifica mondiale della libertà di stampa 2025, risultando il Paese con il peggior livello di libertà di stampa in Europa occidentale”

C’è una scena che si ripete troppo spesso nelle stanze del potere: la reazione infastidita, il tentativo di interrompere, l’ansia di silenziare chi fa l’unica cosa che un giornalista ha il dovere di fare… porre domande serie, dirette e senza sconti. Quando un’istituzione o un leader politico accettano il confronto con la stampa, non stanno concedendo una grazia: stanno rispondendo ai cittadini.
Eppure, assistiamo sempre più spesso a conferenze stampa che sembrano sfilate di domande pre-confezionate, dove l’unico obiettivo è evitare il fuori programma, lo scandalo o la verità scomoda. La democrazia non si misura dalle risposte comode che si danno ai propri sostenitori, ma dalla capacità di reggere il colpo davanti alle domande di chi non la pensa come te.
Quando si tenta di bloccare il giornalismo d’inchiesta o la libera stampa, non si sta proteggendo il governo: si sta mostrando la propria debolezza. Chi ha argomenti solidi e risultati reali non ha bisogno di blindare la comunicazione o di innervosirsi. Risponde. I fatti parlano da soli, i silenzi imposti pure. Voi cosa provate davanti a queste scene di chiusura? Vi aspetto nei commenti.