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Un capolavoro su tutti i fronti. Eppure, questo governo, aveva promesso di cancellare le accise ed abbassare le tasse ed invece?

È un tema che scalda comprensibilmente gli animi, visto l’impatto diretto sui portafogli. La discrepanza tra le promesse elettorali e l’azione di governo è nata principalmente dal cambio di scenario economico. Ecco i punti chiave della situazione attuale:

  • Le accise: Durante la campagna elettorale era stata promessa la loro abolizione o riduzione strutturale. Tuttavia, una volta al governo, l’esecutivo ha scelto di non rinnovare lo sconto temporaneo (introdotto dal governo Draghi) per destinare quelle risorse (circa 10 miliardi di euro l’anno) ad altre misure, come il taglio del cuneo fiscale.
  • Pressione fiscale: Se da un lato sono state confermate misure come l’accorpamento delle aliquote IRPEF (passate da 4 a 3) e il taglio del cuneo per i redditi medio-bassi, dall’altro molte “micro-tasse” e l’inflazione hanno annullato la percezione di un vero risparmio per molti contribuenti.
  • Il nodo risorse: La linea del Ministero dell’Economia è stata quella della prudenza, dettata dal debito pubblico elevato e dai nuovi vincoli del Patto di Stabilità europeo, che di fatto limitano lo spazio per tagli drastici delle tasse senza coperture certe.

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