
Dopo i pessimi dati dell’Istat e dopo i dubbi di Salvini sulla tenuta del governo, si punta a un po’ di ossigeno dall’Ue, ma a Bruxelles Dombrovskis ha “il passo dell’alpino lettone”, ironizza Giorgetti. Che non mette da parte l’obiettivo di uscire già quest’anno dalla procedura d’infrazione
Il quadro economico e politico italiano si trova in un momento di forte tensione, come evidenziato dalle recenti analisi giornalistiche di testate come L’Huffington Post Italia e Il Manifesto. [1, 2]
La situazione attuale si articola su tre fronti principali:
Tensioni politiche e conti pubblici
- I dati Istat: I recenti indicatori economici negativi hanno riacceso i fari sulla solidità dei conti italiani, complicando la pianificazione della prossima manovra finanziaria.
- La tenuta del governo: Matteo Salvini ha espresso pubblicamente forti dubbi sulla stabilità dell’esecutivo, alimentando il nervosismo all’interno della maggioranza.
- La flessibilità dell’Ue: Per trovare risorse, il governo punta a ottenere margini di manovra e flessibilità da Bruxelles.
Il “passo dell’alpino lettone”
Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ironizzato sulle trattative in corso con il Vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis. Ha descritto l’avvicinamento e il dialogo con l’Unione Europea sul Patto di Stabilità e sulle riforme con la metafora del “passo dell’alpino lettone”: un procedere lento, cadenzato e rigoroso, tipico dell’approccio nordico ai conti pubblici.
La procedura d’infrazione per deficit eccessivo
I dati ufficiali di Eurostat hanno confermato che il deficit italiano è rimasto fermo al 3,1% del PIL, impedendo la sperata uscita anticipata. [1, 2]
Nonostante la battuta sul rigore europeo, gli obiettivi temporali sono stati necessariamente aggiornati:
- Niente uscita quest’anno: L’Italia rimarrà formalmente sotto procedura di infrazione per tutto l’anno in corso.
- Il nuovo obiettivo (2027): Come dichiarato ufficialmente dallo stesso Giorgetti in sede parlamentare, l’obiettivo realistico e programmatico per riportare il deficit sotto il 3% e uscire definitivamente dalla procedura è slittato al 2027
IN QUESTA SITTUAZIONE: Matteo Salvini torna a essere l’osservato speciale della maggioranza. Sulla sua tenuta si concentrano le attenzioni degli alleati. Quando l’altro giorno, al Festival dell’economia di Trento, il leader della Lega ha ammesso di non sapere se si arriverà a fine legislatura – “Dipende anche dai fattori economici, abbiamo inflazione, caro spesa, caro bollette ed è normale che la fiducia dei cittadini cala”, ha detto – dagli alleati sono partite immediate le richieste di smentita.
Ovvero la sopravvivenza del governo è inversamente proporzionale al numero di mojitos ingurgitati dal Felpa Girasagre questa prossima estate. MA: Il centrodestra avrà un grosso problema con Vannacci che potrebbe togliergli la maggioranza. Vedremo. Ritengo che la forza di Vannacci saranno gli astensionisti che potrebbero tornare a votare ma per lui e non per altri. E: Il prossimo governo potrebbe essere del campo molto divaricato, tuttavia le forti divergenze su vari temi lo faranno durare poco. A seguire un governo tecnico semi trasversale. È l’Italia bellezza. Tutta opera di cip&ciop con giuseppi e la svizzera