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MA QUESTO LA BOTTIGLIA DI PROSECCO NON LA LASCIA MAI?

“IO E FALCONE ABBIAMO RISCHIATO LA VITA PER LO STATO. IO QUANDO INDAGAVO SULLE BRIGATE ROSSE E LUI SULLA MAFIA” – IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA CARLO NORDIO RIESCE A PESTARE UN MERDONE ANCHE NEL GIORNO DEL 34ESIMO ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI, DOVE VENNERO UCCISI IL GIUDICE, SUA MOGLIE E GLI AGENTI DELLA SCORTA PARAGONANDOSI A FALCONE: “IO MI SENTO MAGISTRATO, PRIMA ANCORA CHE MINISTRO” – E’ L’ENNESIMA GAFFE DEL GUARDASIGILLI CON LA PASSIONCELLA PER LO SPRITZ: DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL REFERENDUM PARLO’ DI “SISTEMA PARAMAFIOSO” RIFERENDOSI AL CSM – LE POLEMICHE QUANDO CHIESE UNO SPRITZ ALLA GIORNALISTA ROBERTA BENVENUTO DI “PIAZZAPULITA” 

NORDIO, ‘IO E FALCONE ABBIAMO RISCHIATO LA VITA PER LO STATO’

(ANSA) – PALERMO, 23 MAG – “Io mi sento magistrato, prima ancora che ministro, quindi questa giornata per me è particolarmente emozionante. Sia io che Giovanni Falcone abbiamo rischiato la vita: io quando indagavo sulle Brigate Rosse e lui sulla mafia. Purtroppo lui ha sacrificato la vita per un ideale che è quello di tutti noi: salvaguardare lo Stato e la sicurezza dei cittadini”. L’ho detto il ministro della giustizia, Carlo Nordio, a margine delle manifestazioni organizzate dalla fondazione Falcone per il 34º anniversario della strage di Capaci

NORDIO, AUTO SU CUI È MORTO FALCONE VERRÀ ESPOSTA A PALERMO

(ANSA) – PALERMO, 23 MAG – “Voglio annunciare che l’auto su cui viaggiava Falcone il giorno della strage, questa reliquia insanguinata dove sono morti il magistrato, la moglie e la scorta, finora custodita dal ministero della Giustizia, sarà portata qui al Museo del Presente”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio intervenendo alle cerimonie organizzate dalla Fondazione Falcone per il 34esimo anniversario della strage di Capaci. “Sono stati i familiari di Falcone a sensibilizzarci sulla necessità di portarla qui e porteremo gli studenti a vederla”, ha aggiunto.

BONELLI, PER CAPACI MEMORIA E LOTTA ALLA MAFIA, NO A RETORICA E IPOCRISIE

(ANSA) – ROMA, 23 MAG – “A 34 anni dalla strage mafiosa di Capaci, dove persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della Polizia di Stato Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, è più che mai necessario che la memoria si traduca in coerenza politica. Ricordare chi ha lottato contro la mafia senza ipocrisia significa rafforzare il lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine, non ridurre le intercettazioni ed eliminare reati come l’abuso d’ufficio.

Le vittime della mafia sono eroi civili della nostra Repubblica e democrazia. Onorarle davvero significa dotare lo Stato degli strumenti per continuare la loro battaglia, non smontarli pezzo per pezzo. La riduzione drastica dei finanziamenti per le intercettazioni, l’aver definito il trojan—strumento investigativo che ha consentito l’arresto di Matteo Messina Denaro—una “porcata”, come ha fatto in passato il ministro Nordio, e l’aver limitato per legge le intercettazioni a 45 giorni anche per reati gravi come la corruzione e l’estorsione, contigui all’attività mafiosa, rappresentano un’autostrada per la criminalità organizzata. Ricordare Capaci deve essere un impegno di tutti noi, 365 giorni l’anno.”

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